Trionfo di Sapori

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Il Comune

 

Tra grotte, saliscendi e verdi colline, un borgo ricco di storia, affascinante e misterioso.

Zungoli è situata sopra un piccolo colle di struttura tufacea ed è attorniata dai monti Molara, Monticelli e Toppo. Ai suoi piedi scorre il fiume Vallone, a regime torrentizio. L’origine del paese è molto antica: secondo alcune ricostruzioni risalirebbe a un periodo di tempo di poco anteriore alle invasioni dei Saraceni. In epoca normanna venne edificata in posizione strategica una rocca, cui fu dato il nome di Castrum Curuli, e intorno alla quale si sviluppò l’abitato, che anticamente era circondato da mura e torri. Il toponimo, sebbene nella versione “Zuncoli”, appare per la prima volta nel 1164, in occasione della consacrazione della chiesa di San Cataldo. Il suggestivo centro storico del borgo, arroccato su una collinetta e lesionato dal sisma del 1980 che ne ha determinato il quasi completo abbandono, è attraversato da viuzze acciottolate che si inerpicano lungo il costone della collina, formando delle notevoli scalinate di pietra. Ha mantenuto nel tempo il tessuto originario formato dall’imponente castello normanno-svevo, realizzato in pietra locale, e da case basse in pietra, addossate le une alle altre. Il Castello, di proprietà dei marchesi Susanna di Sant'Eligio che lo abitano ancora oggi, fu edificato intorno alla metà dell’XI secolo con lo scopo di proteggere il territorio circostante da attacchi delle truppe bizantine, e presentava, almeno fino all’epoca aragonese, una pianta quadrata e quattro torri angolari di forma cilindrica su basi a scarpata. Oggi ne rimangono solo tre, perfettamente conservate, oltre a una notevole rampa di accesso con lo stemma comunale in pietra di porfido. Notevole interesse dal punto di vista architettonico riveste il ponte che conduce alla parte più alta del paese, formato da nove grandi arcate . Alla sua sinistra si nota una bella fontana di pietra con abbeveratoio rivestito in marmo. Al di sotto dell’arco più grande passa la strada per Porta S. Anna, così chiamata perché una volta permetteva l’accesso al paese. Attraversando questo varco si giunge ancora oggi nella bellissima Piazza Castello dove, oltre al citato fortilizio, sorgono Palazzo Grande, l’ex Palazzo Susanna, l’ex Palazzo Iannuzzi, risalente al XVIII secolo, e Palazzo Annichiarico-Petruzzelli, edificio gentilizio risalente al 1700. Tra gli edifici civili vanno ricordati anche l’imponente Palazzo dei Caputo, risalente ai secoli XVII-XVIII, e la cosiddetta Casa Zevola. Zungoli spicca anche per la densità di luoghi di culto, tra i quali vanno annoverati senz’altro la chiesa Madre, ex arcipretale, già collegiata di Santa Maria dell’Assunta, la cui esistenza è certa fin dal 1417. L’interno è organizzato in tre navate e presenta un mirabile altare lavorato in pietra, oltre al notevole fonte battesimale del XVII secolo. La chiesa di S. Nicola risale al XVI secolo e possiede un interessante organo, mentre all’esterno mostra una pietra raffigurante un teschio e un’antica scritta in latino. La piccola cappella di S. Giuseppe risale invece al XVII secolo e si trova a lato del castello. Di antica origine, la chiesa di S. Maria di Costantinopoli ospita la pregevole statua dell’omonima Madonna. Nei dintorni sorgono due cappelle rurali: San Francesco di Paola, in contrada Toppo dell’Anno, e Sant’Antonio da Padova, in contrada Piano dell’Olmo. Lo spazio religioso più significativo della cittadina è però il Convento di S. Francesco, situato nella sua parte più bassa. Secondo la tradizione, il convento sarebbe stato fondato da San Francesco in persona, durante un pellegrinaggio verso il Gargano. La costruzione attuale, che risale al 1591, mostra ancora le immutate caratteristiche con i due piani e il tipico chiostro. La chiesa è piccola ma accogliente, e presenta un prezioso coro ligneo ricco di sculture in noce, eseguite dai frati nel XVIII secolo. Di grande valore e di inestimabile pregio è una tela raffigurante S. Francesco in estasi, attribuita a Tiziano. Nello spazio antistante al cosiddetto Largo Fontana, sorge un’antica fontana, oltre ai ruderi del vecchio acquedotto, non lontano dal nuovo che si erge sulle arcate del ponte. Infine, al di sotto dell’intricato dedalo di strade del centro storico, sono ubicate delle grotte, sviluppate su più livelli e tra loro comunicanti. Si fanno risalire all’epoca bizantina e nel corso del tempo hanno visto mutare la destinazione d'uso: da rifugio a cantina, da granaio a frantoio per la molitura delle olive, fino a locali di affinatura di saporiti formaggi.

 

Numeri Utili

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