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A Savignano Irpino la XXXVIII Sagra delle Orecchiette

Si rinnova l'appuntamento con una delle sagre più antiche d'Irpinia.

 

Il comune di Savignano Irpino, antico borgo della Valle del Cervaro, ha ospitato anche quest'anno la tradizionale "Sagra delle Orecchiette", organizzata dal Comitato Sant'Anna, che si occupa del delle celebrazioni civile e religiose dedicata alla Santa Patrona del paese. La kermesse gastronomica savignanese, giunta quest'anno alla trentottesima edizione - la prima è targata 1977 - è tra le più antiche d'Irpinia e già allora si inseriva in un contesto nuovo, incentrato sul recupero delle tradizioni locali. Oggi, dopo quasi quarant'anni, la sagra, oltre a rappresentare un momento di aggregazione sociale e di celebrazione della vita della comunità, vuole essere anche un momento di scoperta del ricco patrimonio agroalimentare che impreziosisce il territorio. In particolare delle tipiche orecchiette, formato di pasta risalente al Medioevo, che si presentano con l'aspetto di una piccola cupola di colore bianco, con il centro più sottile del bordo e con la superficie ruvida. Una delle peculiarità delle orecchiette savignanesi è la loro delicata fattura all'uovo, esaltata da salse e sughi locali le cui segrete ricette si perdono nelle memorie e nelle dispense delle tante massaie. Queste massaie, durante la sagra, cucinano senza sosta per garantire il piacere di un gusto unico ai tanti visitatori che ogni anno partecipano alla rinomata manifestazione. Oltre ad una festa danzante sulle note della Millenium Band, ensemble di ballo liscio, a partire dalle ore 20,30, sono state preparate, come di consueto, circa mille piatti di orecchiette, seguiti da un assaggio di penne all'arrabbiata e da una sfiziosa spaghettata finale. In questa zona della Valle del Cervaro, infatti, è la pasta fresca lavorata a mano ad avere una storia interessante almeno quanto il suo presente: qui, dove il grano ha costituito per secoli un'importante risorsa di vita, generando una tradizione alimentare contadina che si è tramandata per generazioni fino a diventare cultura, la pasta è un prodotto che vanta origini molto antiche, distribuite tra leggenda e realtà. In tutto il territorio, nella valle e nelle piccole borgate, nascono pastifici e ristoranti che offrono, gnocchi, lasagne, ravioli ripieni conditi con verdure di stagioni, tagliatelle con burro e tartufo, paccheri, fusilli e cavatelli, formati realizzati tutti con farina di grano duro, ottimi se conditi con sugo di carne di maiale o agnello, con salsa di pomodoro, con funghi, con tritato di noci e nocciole fritto in un olio extravergine di oliva.


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