Trionfo di Sapori

  • Comune di Savigliano Irpino
    Savignano
    Irpino
    capofila
  • Comune di Casalbore
    Casalbore
  • Comune di Greci
    Greci
  • Comune di Montaguto
    Montaguto
  • Comune di Montecalvo Irpino
    Montecalvo
    Irpino
  • Comune di Zungoli
    Zungoli

Valle-del-Miscano

Tra tratturi e antici sapori Casalbore e Montecalvo Irpino, antichi borghi di storia, fede e gusto.

Da Savignano Irpino, percorrendo la SS90 in direzione Benevento, si raggiunge in poco tempo il comune di Casalbore, antico snodo del Regio Tratturo

Pescasseroli-Candela e della Via Francigena. L’area è abitata da millenni, come testimoniano i preziosi reperti archeologici del Tempio Italico, unico edificio templare di età sannitica conosciuto in Irpinia, databile nel nucleo iniziale al VI-V sec. a.C., e della necropoli sannitica dalle tombe a tumulo posta in Località Spineto. A dominio del borgo medievale, un tempo conosciuto come Casali Albuli, in riferimento alla pietra bianca locale utilizzata nelle costruzioni, svetta la Torre Normanna risalente al XII secolo, attorno alla quale, nelle epoche successive sarebbero stati costruiti gli altri edifici che oggi compongono l’area castellare. Tra questi, Palazzo Caracciolo oggi è sede del Museo dei Castelli, esposizione permanente dedicata alle fortificazioni della provincia di Avellino. Il centro storico è dotato di altre importanti architetture signorili, tra cui spicca Palazzo Maraviglia. Al di fuori dell’abitato si trovano interessanti costruzioni rurali, come la Masseria Resce, risalente al XVIII secolo, e religiose, come la Chiesa di Santa Maria dei Bossi, una cappella di origini paleocristiane costruita sui resti di un monumento funerario romano, e la Grotta di San Michele. Casalbore è anche conosciuto come “il paese delle cinquanta fontane” per la straordinaria presenza d’acqua sul suo territorio. Il comune è noto per produzioni tipiche quali grano e olio, ma soprattutto per il pregiato Pecorino di Laticauda, prodotto dal latte di una razza ovina in via di estinzione. Tale razza, il cui nome significa “coda grossa”, è il risultato di incroci casuali tra le locali pecore appenniniche e la pecora Berbera di origine nord-africana, importata durante il periodo borbonico. Il Pecorino di Laticauda, dunque, oltre alle pregiate qualità organolettiche e al suo sapore forte e deciso, vanta anche la derivazione dal latte di una razza di pecora unica, elemento che ne esalta maggiormente la peculiarità. Le eccellenze agro-alimentari caratterizzano anche la vicina Montecalvo Irpino, “il paese del pane”. Qui viene coltivata la varietà di grano “saraolla” (saragolla), impiegata per la realizzazione delle caratteristiche “ruote di pane”, lavorate secondo un procedimento rimasto immutato nel tempo. La farina e l’acqua vengono impastate in un contenitore di legno di forma rettangolare insieme al “crescente”, il lievito naturale che in alcune famiglie è tramandato per anni di madre in figlia, utilizzando le mani chiuse a pugno in modo da formare delle bolle d’aria nell’impasto. Prima della cottura, viene praticato un taglio a forma di croce sulle ruote per far sì che anche l’interno possa raggiungere la cottura ottimale. Montecalvo Irpino vanta una storia antica come il suo pane, come testimoniano i resti di un ponte romano che un tempo attraversava il fiume Miscano. Nel Medioevo il borgo crebbe attorno all’odierno Castello Ducale Pignatelli, risalente al XII secolo e poi modificato nel periodo rinascimentale. Oltre al castello, Montecalvo ospita un notevole patrimonio artistico religioso, come il simulacro ligneo di “Nostra Signora dell’Abbondanza”, custodito all’interno della Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta e a cui è legato un fitto mistero, relativo alla comparsa, in determinate condizioni, di un teschio nell’occhio della statua. Di grande interesse è anche il Museo della Religiosità Montecalvese e della Memoria Pompiliana, dedicato alla vita e alle opere di San Pompilio Maria Pirrotti, originario proprio di Montecalvo Irpino. Nel centro storico del paese è visibile, inoltre, una ben conservata sekoma ellenistica. Altri affascinanti luoghi montecalvesi sono la località Trappeto, con le caratteristiche abitazioni ricavate nella roccia, e le cosiddette “Bolle della Malvizza” piccoli crateri fangosi che emanano gas dall’intenso odore di zolfo. Oltre che per il tipico pane Montecalvo Irpino è conosciuto anche per altri rinomati prodotti, come i salumi, i pomodorini di collina, il Pecorino di Laticauda e l’olio e l’Aglio dell’Ufita.

News

Incontro-Dibattito al Cas…

"Trionfo di sapori mediterranei delle terre del ...

La gallery fotografica di…

Rivivi le emozioni dell'ultima tappa del Trion...

"La Vergine di Ravec…

A Zungoli l'ultima tappa dell'evento itinerant...

mappa-interattiva-button

Trionfo di Sapori TV


Questo sito utilizza i cookie: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.